Abstract The article examines a Roman funerary inscription engraved on a brick and discovered in Crema in 1934, which remains the only Latin inscription known from the city’s territory. Through a detailed palaeographic and onomastic analysis, the author addresses the difficulties involved in interpreting the text, caused by the rough execution of the engraving, the variability of letter forms, and possible corrections made during the carving process. The proposed reading identifies three individuals — Armecus Suro, Vitalio Pastor, and Priscus Pastor — whose names are analysed individually from linguistic and cultural perspectives. The study highlights the coexistence of Celtic and Latin onomastic elements, revealing patterns of linguistic persistence and assimilation in Lombardy during the Roman imperial period. Particular attention is paid to the names Armecus and Suro, traced to a Celtic background, and to the cognomen Pastor, interpreted as a nickname linked to occupation or personal traits. Despite its modest material nature, the inscription provides valuable evidence for understanding the cultural composition of the local population and confirms the importance of onomastic evidence in reconstructing marginal historical contexts.
Sommario L’articolo analizza un’epigrafe funeraria romana incisa su mattone, rinvenuta a Crema nel 1934, che costituisce l’unica iscrizione latina finora nota per il territorio cittadino. Attraverso un’accurata analisi paleografica e onomastica, l’autrice affronta le difficoltà interpretative del testo, dovute alla rozzezza dell’incisione, alla varietà grafica delle lettere e a possibili correzioni eseguite durante la realizzazione. La lettura proposta consente di identificare tre individui — Armecus Suro, Vitalio Pastor e Priscus Pastor — i cui nomi sono esaminati singolarmente dal punto di vista linguistico e culturale. Lo studio mette in evidenza la compresenza di elementi onomastici di matrice celtica e latina, rivelando processi di persistenza e assimilazione linguistica nell’area lombarda in età imperiale. Particolare attenzione è riservata ai nomi Armecus e Suro, riconducibili a una tradizione celtica, e al cognomen Pastor, interpretato come soprannome connesso all’attività o a caratteristiche personali. L’epigrafe, pur nella sua modestia materiale, offre un contributo significativo alla conoscenza della composizione culturale della popolazione locale e conferma il valore dell’onomastica per la ricostruzione storica di contesti marginali.