Abstract Federico Pesadori (1849-1923), a distinguished poet in the dialectal tradition of Crema, exemplifies the late 19th-century struggle to balance the use of national and local languages. Pesadori ascribed to the vernacular the role of conveying life experiences with immediacy and directness. His dialect poetry, rather than indulging in idyllic nostalgia or sentimentality, aims to capture vivid depictions of environments and lifestyles. Beyond local themes, Pesadori exhibited a remarkable capacity for social commentary and critique, occasionally venturing into political issues. His dialectal works thus extend the expressive possibilities of local speech, adopting a tone that is satirical and critical rather than strictly ideological, with a focus on examining social behaviors and customs.
Sommario Federico Pesadori (1849-1923), poeta eminente nella tradizione dialettale cremasca, è emblematico delle difficoltà tardo-ottocentesche nel conciliare l’impiego di lingua nazionale e dialetti. Pesadori attribuiva al vernacolo il compito di trasmettere le esperienze di vita con immediatezza e immediatezza. La sua poesia dialettale, lungi dal cedere a nostalgie idilliche o sentimentalismi, mira a cogliere rappresentazioni vivide di ambienti e modi di vita. Al di là dei temi locali, Pesadori dimostrava una notevole capacità di osservazione critica della società, spingendosi talvolta su questioni politiche. Le sue opere in dialetto ampliano così le possibilità espressive della lingua locale, adottando un tono satirico e critico piuttosto che strettamente ideologico, con particolare attenzione all’analisi dei comportamenti e dei costumi sociali.