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Per la storia del collezionismo a Crema: il caso dei marchesi Zurla tra XVI e XIX secolo

Per la storia del collezionismo a Crema: il caso dei marchesi Zurla tra XVI e XIX secolo
Mauro Bassi

Abstract
The contribution examines some testimonies related to history and the collecting practice of the marquis Zurla of Crema, a family that enjoyed a great wealth during the Sixteenth and Seventeen centuries, witnessing a progressive decline in the following centuries. After its extinction in 1895 the family possessions and its artistic collection progressively dismembered. Lacking of substantial archival records, this history must be told comparing different visual and historical sources such as a series of early-twentieth century photographs luckily found in the possession of some collateral descendants. Taking these as a starting point, it was possible to identify some artworks stating their ancient provenance from the Zurla family, and delineate an hypothetic pedigree for a series of eleven seventeen and eighteenth-century paintings today held at Palazzo Zurla - De Poli at Crema, which is probably what still survives of an originally much greater collection. The examination of the family library whose consistency can be traced back to 1813 has proved to be an excellent source of information about the family’s cultural and political connections.
Sommario
Il contributo esamina alcune testimonianze relative alla storia e alla pratica collezionistica dei marchesi Zurla di Crema, una famiglia che godette di grande ricchezza tra XVI e XVII secolo, per poi attraversare un progressivo declino nei secoli successivi. Dopo la sua estinzione nel 1895, i beni della famiglia e la sua raccolta artistica vennero progressivamente dispersi. In assenza di una documentazione archivistica consistente, questa storia deve essere ricostruita mettendo a confronto diverse fonti visive e storiche, come una serie di fotografie dei primi decenni del Novecento rinvenute fortuitamente presso alcuni discendenti collaterali. A partire da questo nucleo è stato possibile identificare alcune opere d’arte, attestandone l’antica provenienza dalla famiglia Zurla, e delineare un’ipotetica genealogia per un gruppo di undici dipinti sei-settecenteschi oggi conservati presso Palazzo Zurla-De Poli a Crema, verosimilmente ciò che resta di una raccolta in origine ben più ampia. L’esame della biblioteca di famiglia, la cui consistenza è documentabile a partire dal 1813, si è rivelato un’ottima fonte di informazioni sulle relazioni culturali e politiche del casato.
Fascicolo LV
Anno 2025
Sezione Articoli
Pagine 57-83
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